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Tg1 Persone 2010/2011

Gli occhiali rotondi di Gandhi > Guarda la puntata del 21 giugno 2011
Qual’ e’ lo stato di salute dei valori della non violenza e della coesistenza pacifica? Fra i tanti possibili spunti per porsi questa domanda Tg1 Persone ha scelto il Cinquantenario della Marcia per la Pace Perugia – Assisi che esordi’ nel 1961 da un’idea di Aldo Capitini, profeta italiani della non violenza. Quest’anno la Marcia ha un prologo internazionale: il primo atto dell’evento sara’ infatti a cura di un gruppo di giovani tunisini che si mettera’ in cammino da Sidi Bouzid, citta’ simbolo della primavera araba. Il movimento non violento ha insomma una dimensione sempre piu’ internazionale come confermano il Presidente Emerito di Pax Christi, monsignor Luigi Bettazzi e lo studioso di Gandhi Enrico Peyretti. “La non violenza e’ l’arma dei forti -aggiunge l’indiano Neelakanta Radhakrishnan, studioso e attivista gandhiano- E’ tutt’altro che un sogno. Ma bisogna impegnarsi perche’ nella societa’, nella scuola, nei luoghi di lavoro le persone trovino occasioni concrete per svilupppare le proprie potenzialita’ pacifiche.” Sulle origini dell’ideale gandhiano interviene anche Swami Kriyananda, fondatore delle Comunita’ Ananda: “La pratica della non violenza e’ uno dei principi indicati dai grandi maestri dello yoga per progredire sul sentiero spirituale.”

Alessia Mattalia, la virtuosa del ritmo > Guarda la puntata del 14 giugno 2011
Chi e’ ancorato all’idea che la batteria sia uno strumento prettamente maschile potrebbe ricredersi dopo aver ascoltato un concerto o una registrazione di Alessia Mattalia, la musicista di Torino “votata” al suono dei tamburi e dei piatti dall’eta’ di 13 anni. Oggi e’ considerata una delle piu’ brave batteriste in attivita’ e il suo prestigio e’ stato consacrato dalla recente collaborazione con Jeff Beck, storico chitarrista rock e vincitore di uno dei Grammy Awards del 2011. A Tg1 Persone Alessia racconta, fra le altre cose, l’origine della sua passione e l’iniziale diffidenza della famiglia, perplessa per una scelta di vita quanto meno inusuale. “Non e’ vero -dice la musicista torinese- che la batteria e’ uno strumento segnato solo dall’irruenza e dalla forza degli uomini. Le donne si accostano sempre piu’ spesso ad essa con sensibilita’ e intelligenza irripetibili.” Sono decine nel mondo le “regine del ritmo”, spesso impegnate nei gruppi jazz e fusion ma anche il rock ha le sue virtuose. Come la vulcanica Cindy Blackman, strumentista spesso scelta da Lenny Kravitz.

Bevilacqua: la letteratura, il cinema, le donne > Guarda la puntata del 7 giugno 2011
Sono anni dedicati alla poesia e alla riflessione sul “mestiere” di scrittore per Alberto Bevilacqua, uno degli autori italiani piu’ conosciuti e tradotti. Ha da poco dato alle stampe una nuova raccolta di liriche, dopo la “consacrazione” del suo nome nella prestigiosa collana dei Meridiani Mondadori. “Ho iniziato a scrivere -racconta- per capire i difficili anni dell’infanzia e della formazione, anni segnati dalla malattia di mia madre.” E in effetti la figura materna sembra la chiave di volta della sua letteratura: “L’attenzione della mia narrativa verso il mondo femminile -aggiunge- nasce da questo legame intenso e sofferto.” Il cinema, la seconda passione di Bevilacqua. “Ho trascorso anni meravigliosi dietro la macchina da presa -racconta- ed ho fatto incontri fondamentali: Rossellini, Fellini, De Sica, Chaplin. Quest’ultimo e’ stato mio ospite in un viaggio per l’Italia. Lo portai anche nella mia citta’, a Parma. Ricordo come fosse oggi il suo profondo stupore davanti alla bellezza del Battistero e del suo Cristo!

A caccia della “materia oscura” > Guarda la puntata del 01 giugno 2011
Per vent’anni Roberto Battiston, docente di fisica all’Universita’ di Perugia, ha coltivato il sogno di “catturare” nello spazio tracce di antimateria primordiale e di materia oscura, cercando cosi’ di ottenere indicazioni fondamentali sull’origine e l’effettiva composizione dell’universo che ci ospita. Questo sogno, condiviso con moltissimi ricercatori in tutto il mondo, e’ diventato realtà da qualche giorno grazie agli astronauti dello Shuttle Endeavour e della Stazione Spaziale Internazionale che hanno reso operativo AMS-2, un sofisticato macchinario capace di “captare” i raggi cosmici e di inviare a terra i dati che li riguardano. La gigantesca “trappola magnetica”, realizzata con un forte contributo italiano, e’ stata allestita dal nostro Roberto Vittori, che proprio nei giorni scorsi si e’ incontrato sulla Stazione Internazionale col suo collega Paolo Nespoli. Primo incontro della storia fra due astronauti italiani in quel contesto. La ricerca di Battiston, il forte impegno tecnologico, il contributo dei nostri selezionati per i voli caratterizzano quella attuale come la fase più esaltante dell’esperienza italiana nello spazio.

Pietro Citati: che fatica raccontare gli scrittori! >Guarda la puntata del 24 maggio 2011
Pietro Citati, una vita per la letteratura. Nelle vesti del critico, temuto e riverito, e in quelle dello scrittore: la sua grande passione, le biografie. Ha raccontato le vite dei grandi, da Goethe a Kafka, per poi affrontare, piu’ recentemente, la complessa avventura umana ed artistica di Giacomo Leopardi. Su questa biografia ha lavorato “fino allo sfinimento”: difficile capire tutto di uno degli autori piu’ profondi e contraddittori della nostra letteratura. A chi gli chiede se e’ vero che “porta sul lettino dello psicanalista” gli scrittori che narra, risponde: “Non mi sento uno psicanalista della letteratura. Certo, mi impegno moltissimo a scandagliare l’io piu’ nascosto dell’autore sul quale lavoro.” E c’e’ qualcosa di autobiografico nei suoi scritti? “Il meno possibile. Io mi nascondo quando scrivo. La funzione del critico e del biografo e’ far emergere il dramma umano e il perche’ delle scelte artistiche dello scrittore, non certo esibirsi.

Yoga della tradizione cercasi >Guarda la puntata del 17 maggio 2011
Una banca dati digitale dedicata alle posizioni dello yoga e alle tecniche di meditazione elaborate dagli antichi maestri indiani di questa disciplina. E’ il progetto voluto dal Governo di New Dehli, infastidito dalle molte richieste di copyright avanzate da quanti sostengono di aver inventato nuove forme di yoga, battezzate con denominazioni fantasiose: power, annusara, forrest e via dicendo. Si tratta di “libere” elaborazioni su una scienza che ha qualcosa come seimila anni di vita, fondata non solo sui molti testi della tradizione ma anche sulla trasmissione orale e sul rapporto diretto maestro-allievo. “Libere” elaborazioni, spesso motivate da meri calcoli commerciali. Ma quali sono i principi e le pratiche che si rifanno alle originarie scuole dello Yoga? Tg1 Persone ha visitato il Centro Ananda di Assisi che si rifa al messaggio di Paramhansa Yogananda, uno dei primi maestri che hanno fatto conoscere all’Occidente l’antica disciplina, autore di un classico di questa cultura, l’ “Autobiografia di uno yogi”. Racconta la sua storia una maestra di yoga, convertita a quest’attivita’ dopo aver abbandonato il suo lavoro di rappresentante di commercio. Difficolta’ e successi delle pratiche nei pareri di chi frequenta il Centro.

Iginio Straffi: I miei sogni in 3D  > Guarda la puntata del 10 maggio 2011
Chi apprezza la provincia italiana non puo’ ignorare la storia di Iginio Straffi, un disegnatore di fumetti che oggi e’ alla guida di una quotatissima societa’ del cinema d’animazione. La Rainbow ha sede fra Loreto e Recanati e da qui si e’ mossa per conquistare il difficile mondo dell’intrattenimento per l’infanzia. Sei graziose fatine dal nome pensato per farsi notare nel mondo, le Winx, sono il segreto di questo successo: le loro serie tv sono vendute in piu’ di 100 paesi e la simpatia che riscuotono e’ all’origine di un vero e proprio fenomeno di costume. “L’idea -dice Straffi – e’ nata alla fine degli anni Novanta. Mi ero accorto che il mondo dei cartoon era privo di eroine al femminile ed ho pensato di colmare una lacuna.” Non ha solo colmato una lacuna di contenuto il fondatore della Rainbow. Con quell’intuizione ha anche creato le condizioni per il primo studio italiano di animazione in grado di “coprire” tutte le fasi di una produzione cinematografica in 3D. Non e’ un risultato da poco. Tant’e’ che oggi Loreto parla anche americano: la Viacom, uno dei colossi statunitensi dei media, ha infatti acquistato il 30% della societa’ di Straffi. “Con le nostre produzioni -conclude il 46enne manager di Macerata- cerchiamo di sintetizzare il meglio delle produzioni americane e giapponesi senza mai trascurare l’eleganza e la cura per il dettaglio, caratteri decisamante italiani.”
Tan Dun, dalle risaie all’Oscar > Gurda la puntata del 3 maggio 2011
La fortuna internazionale di Tan Dun risale al 2001, quando l’Accademia delle arti e delle scienze cinematografiche di Hollywood gli conferi’ il Premio Oscar per la colonna sonora del film di Ang Lee ‘La tigre e il dragone”. Dopo quella straordinaria affermazione la sua avventura artistica e’ stata un percorso in discesa, ma come sono stati complicati gli esordi! Nato 54 anni fa in Cina, nella provincia di Hunan, la stessa che dette i natali a Mao Tse Tung, Tan Dun e’ cresciuto in una zona rurale molto povera e durante gli anni della Rivoluzione Culturale ha lavorato come piantatore nelle risaie. La musica occidentale resta un mistero per lui fino al 1972, quando Richard Nixon visito’ il suo Paese. L’incontro, folgorante, e’ quello con le note delle Sinfonie di Beethoven. “Tutto e’ cambiato nella mia vita da allora -dice a Tg1 Persone- Oggi lavoro con lena ed entusiasmo secondo una duplice aspirazione: integrare la tradizione classica occidentale col mondo sonoro dell’Oriente e far entrare nelle composizioni quella che io chiamo l’Orchestra della Natura.” Ascoltare i concerti di Tan Dun e’ infatti esperienza molto singolare. Accanto ai suoni degli strumenti tradizionali hanno diritto di cittadinanza anche i suoni “naturali”: quelli prodotti dalle pietre, dall’acqua che scroscia o viene percossa, da oggetti di uso comune.

I Sassi di Matera, giardini della creativita’ > Guarda la puntata del 26 aprile 2011 
I luoghi storici del nostro Paese devono molto al mondo della cultura e dello spettacolo. Sono tantissimi infatti i tesori della civilta’ italiana salvati grazie all’impegno e alla mobilitazione di scrittori, artisti, musicisti. Emblematico e’ il caso dei Sassi di Matera, primo sito meridionale inserito nella lista Unesco del Patrimonio dell’Umanita’. Da qualche tempo la straordinaria Citta’ di Pietra, che e’ stata abitata fin dalla Preistoria, vive una stagione felice di recupero e valorizzazione che segue, tuttavia, lunghi periodi nel corso dei quali si e’ temuto per la sua stessa sopravvivenza. E non ci sono soltanto uomini di cultura italiani a stimolare il mondo della politica e dell’amministrazione. Il contributo viene anche dagli stranieri. Proprio a Matera, ad esempio, e’ attiva una nutrita comunita’ anglofona che ha dato vita al Women’s Fiction Festival, un Congresso annuale dedicato alle donne scrittrici che si basa su una formula molto particolare. Anima di questa iniziativa e’ Elizabeth Jennings, una scrittrice americana che vive da piu’ di vent’anni nella cittadina lucana, dove ha messo profonde radici. “I Sassi sono insostituibili -dice- come luogo di ritiro creativo. Una passeggiata fra grotte e chiese rupestri e’ l’ideale per trovare e sviluppare le proprie ispirazioni.”

Ian Mc Ewan: racconto il mondo, studio l’uomo >Guarda la puntata del 19 aprile 2011
 Personaggio mite e pensoso ma tutt’altro che snob, Ian Mc Ewan e’ considerato uno dei grandi scrittori del nostro tempo. La sua prima raccolta di racconti risale al 1975 e in 35 anni di attivita’ ha scritto molti romanzi, testi per bambini, sceneggiature, perfino un oratorio e un libretto d’opera. E’ quello che si dice un prolifico uomo di lettere ma la sua attenzione alla societa’ e ai suoi problemi e’ spiccatissima. Anzi, proprio dai drammi dell’uomo contemporaneo nella vita collettiva ha tratto importanti spunti per I suoi lavori: ha scritto sul pianeta minacciato dai cambiamenti climatici, sulle false sicurezze delle realta’ sociali agiate, sul pudore nei sentimenti, sugli amori contrastati e dolorosi. L’indagine sulla complessita’ della natura umana resta, per Mc Ewan, il compito piu’ importante di uno scrittore. “Le societa’ cambiano -dice- ma l’uomo, nel profondo, mantiene le stesse peculiarita’ di sempre.”

Ciak, si telefona! >Guarda la puntata del 12 aprile
I telefoni cellulari, sempre piu’ intelligenti, sempre piu’ versatili, stanno cambiando non solo la nostra vita di relazione ma anche il modo di rappresentare il mondo nel quale viviamo. Prendete il caso di quanti adoperano il telefonino per realizzare filmati che costano pochissimo e possono essere facilmente condivisi con altri grazie ad Internet. E’ un esercito di persone: reporter improvvisati, fotogiornalisti dilettanti, aspiranti registi di cinema. A loro sono dedicati molti festival in tutto il mondo e gia’ si studia il nuovo linguaggio visivo di cui sono creatori, spesso inconsapevoli. Tre giovani registi italiani, Marcello Mencarini, Barbara Seghezzi e Andrea Caccia raccontano a Tg1 Persone i loro film girati con i telefoni cellulari: vere e proprie opere collettive che fanno luce su molti aspetti della vita sociale contemporanea, in particolare la vita della cosiddetta generazione di Facebook.

I 108 minuti di Gagarin  >Guarda la puntata del 5 aprile 2011
L’avventura delle esplorazioni umane nello spazio compie cinquant’anni. Mezzo secolo e’ infatti trascorso da quel 12 aprile del 1961, il giorno del trionfo di Yuri Gagarin e della cosmonautica russa che, dopo aver inviato in orbita la celebre cagnetta Laika, rafforzava il suo primato sulla concorrenza americana con la prima missione umana oltre i confini dell’atmosfera terrestre. Il volo fu brevissimo, duro’ appena 108 minuti, e il suo impatto sull’opinione pubblica mondiale fu notevolissimo. Ma chi era Yuri Gagarin? Come maturo’ la scelta di inviare proprio l’ex fonditore di Klusino nello spazio? E come visse la sua breve esperienza il primo pionere della conquista dello spazio? A queste domande cerca di rispondere Tg1 Persone che, nel tentativo di capire come fu accolta in Italia la notizia del lancio della Vostok 1, ha anche incontrato una giovane regista di cinema, Susanna Nicchiarelli, autrice del film “Cosmonauta”. Nella pellicola, che e’ stata realizzata dopo una lunga inchiesta, vengono raccontati sogni e inquietudini di chi quel 12 aprile del 1961 era in piena adolescenza.

Il “guardaroba artistico” di Eleonora Duse >Guarda la puntata del 29 marzo 2011
Anna Sica e’ una studiosa del teatro italiano e di Eleonora Duse. Lavora a Palermo ma negli ultimi tempi ha trascorso molto tempo a Cambridge, in Inghilterra, dove ha ritrovato la biblioteca che la celebre attrice di Vigevano amava chiamare il suo “guardaroba artistico”. Un ritrovamento importante giacche’ la Duse aveva l’abitudine di corredare i libri letti con annotazioni di ogni tipo e dunque dalla consultazione di questi scritti si spera di ricavare nuovi elementi di conoscenza sulla sua complessa biografia. Mentre ci si interroga su quale fu il ruolo della figlia Enrichetta nel nascondere alcuni aspetti della vita privata della madre, pochi dubbi sussistono sul duplice ruolo pubblico della Divina: Icona della giovane identita’ nazionale italiana e Musa dello spettacolo internazionale. “Recito’ sempre in italiano ovunque si recasse” dice il regista teatrale Maurizio Scaparro “fu la piu’ influente ambasciatrice della nostra cultura e del nostro teatro nel mondo.”

Alessandro Fontana: ho vinto la sfida con la disabilità > Guarda la puntata del 22 marzo 2011
Ha vinto la sua sfida con la malattia Alessandro Fontana, l’attore e cantante romano che undici anni fa precipito’ nel buio di una rara forma di meningite. Benche’ condizionato nei movimenti da una sopraggiunta disabilita’ e benche’ ipovedente e’ tornato ad esibirsi, anche se in forme diverse rispetto al passato. La sua ultima fatica, uno spettacolo dedicato a Mina che proprio in questi giorni compie 71 anni. A Tg1 Persone Fontana racconta come e’ riuscito in questa impresa e che cosa e’ cambiato nel suo sentire di uomo e di artista. “C’e’ stato un momento dopo la malattia -dice- in cui ho capito che potevo tornare a cantare. Ma mi e’ stato subito chiaro che un altro spirito avrebbe caratterizzato le mie esibizioni.” Solo spettacoli con una finalita’ benefica e sociale per il “nuovo” Alessandro Fontana: il suo sostegno va, in particolare, all’Associzione che si occupa delle atrofie muscolari spinali infantili.

Quando l’arte nasce nell’acciaio  > Guarda la puntata del  15 marzo 2011
Quella di Giuseppe Toni e’ la storia di una testarda ostinazione nel campo dell’artigianato artistico. Dai tempi della seconda guerra mondiale e fino a qualche tempo fa questo intraprendente erede di una vera e propria “dinastia” di fabbri non ha fatto altro che “domare” l’acciaio ricorrendo quasi esclusivamente all’uso delle mani. Non e’ impresa da poco se si pensa che questo materiale e’ fra i piu’ duri e resistenti e che non e’ nato per essere plasmato col fuoco. La scommessa di Toni e’ stata vinta in mille imprese ma sopratutto nei giganteschi lavori effettuati in alcune basiliche senza mai ricorrere a nessun tipo di saldatura. Il suo e’ il racconto di una passione controcorrente: “L’acciaio vive con me -dice- e’ un materiale meraviglioso, praticamente eterno. Non sarei quello che sono se tanti anni fa non avessi lanciato a me stesso questa bellissima sfida.”

Donne postino ai tempi di internet > Guarda la puntata del 9 marzo 2011
Molte, moltissime cose sono cambiate nella realta’ femminile del nostro Paese. Ma prima di tutto e’ mutato il ruolo della donna nel mondo del lavoro. Una “rivoluzione” ancora in corso, che sta trasformando radicalmente abitudini, mentalita’, ruoli. Questo numero di Tg1 Persone, che coincide con l’ 8 marzo, propone due storie di donne alle prese con un’attivita’ in passato considerata tipicamente maschile. A Chamois, un villaggio della Val d’Aosta raggiungibile solo con la funivia e a Venezia-Murano, fra calli e piazze spesso invase dall’acqua alta, parlano due donne-postino. Raccontano le difficolta’ del loro lavoro, il rapporto con la gente, le maniere in cui riescono a far andare di pari passo vita privata e vita professionale. Un’antica tradizione quella del lavoro femminile nelle Poste. Anche Matilde Serao, la celebre giornalista e scrittrice, presto’ per qualche tempo la sua opera come Ausiliaria Telegrafica dello Stato. Era il lontano 1874.

I divi del rock raccontati da David Zard > Guarda la puntata del primo marzo 2011 
Gli appassionati del rock hanno un debito di riconoscenza verso David Zard. Si deve, infatti, all’impresario musicale nato a Tripoli se dall’inizio degli anni Settanta le grandi star hanno inserito l’Italia nei loro tour mondiali. Non si contano gli artisti coi quali ha collaborato: da Bob Dylan ai Pink Floyd, dai Rolling Stones a Cat Stevens, dai Led Zeppelin ad Elton John. Celebre la sua capacita’ di organizzare i grandi concerti, rinomata anche la sua schiettezza nel rapporto con i divi dell’universo pop-rock. Ancora oggi racconta con un certo divertimento il primo burrascoso incontro con Mick Jagger a Parigi e la clamorosa litigata con l’ “intrattabile” Madonna. Indossando per una volta le vesti del critico, Zard incorona i Pink Floyd: “La loro musica -dice- ha qualcosa di eterno. E’ una specie di incarnazione del moderno nella musica classica.”

Anna Pavignano: quei giorni sul lago con Massimo Troisi
> Guarda la puntata del 22  febbraio 2011  
Anna Pavignano ha condiviso alcuni anni della sua vita privata e professionale con Massimo Troisi. Fu la sceneggiatrice del suo primo film “Ricomincio da tre”, pellicola che segno’ l’esordio nel cinema dell’attore campano e che usci’ nelle sale esattamente trent’anni fa, nel 1981. Il racconto di quei giorni e’ pieno di particolari interessanti. “Andammo a vivere in una casa sul lago di Nemi -racconta Anna a Tg1 Persone- e li’ nacquero le storie che avrebbero decretato il successo del film. Ma non puntavamo ai riconoscimenti: desideravamo soltanto raccontare le nostre vite, il nostro mondo.” La testimonianza prosegue con un giudizio sulla particolarissima maniera di comunicare di Troisi: “Massimo cercava sempre di essere se stesso sulla scena. Non si poneva il problema di essere capito, nonostante il suo dialetto complicatissimo. Era cosciente che sarebbe comunque riuscito ad arrivare al cuore del suo pubblico.”

Il jazz italiano per Nino Rota
>Guarda la puntata del 15 febbraio 2011
Pochi compositori del recente passato hanno lasciato una traccia importante nel mondo musicale odierno. Fra questi c’e’ sicuramente Nino Rota, l’autore di alcune fra le piu’ belle colonne sonore della storia del cinema, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita. Fra gli ambienti piu’ sensibili alla musica del grande collaboratore di Federico Fellini c’e’ il mondo del jazz. Ultima prova di questa attenzione, l’impegno di Fabrizio Bosso, accreditato trombettista di 37 anni. Partecipa con altri ad un progetto di rilettura delle musiche di Rota e presto sara’ sul palco della London Simphony Orchestra, partner dell’impresa. Lo strumentista italiano racconta a Tg1 Persone il suo rapporto con le melodie composte per film come La Strada, Romeo e Giulietta, Il Padrino, 8 e 1/2 e spiega le ragioni dell’interesse jazz per esse. “C’e’ molto swing nella musica di Rota -dice- essa si presta moltissimo all’ improvvisazione, tipica espressione del nostro mondo.

Il manager della mia azienda? Ha 40 anni >Guarda la puntata dell’8 febbraio 2011
Come si diventa manager a 40 anni? Tg1 Persone ha girato la domanda a Pietro Scott Jovane, uno dei piu’ giovani dirigenti d’azienda del nostro paese. Dal 2008 ricopre l’incarico di Amministratore Delegato in Italia della Microsoft, la multinazionale fondata nel 1975 da Bill Gates. Un complesso ma rapido percorso di vita l’ha condotto nel suo ruolo attuale. Padre napoletano, madre scozzese, Jovane nasce negli Stati Uniti ma frequenta le scuole elementari in Italia. Quindi il college in Inghilterra, poi l’Universita’ a Pavia. Alla Microsoft poteva arrivare gia’ nel 1994 ma il suo curriculum fu ignorato. “Avrei dovuto insistere -dice oggi- preferii invece impegnarmi in altre direzioni.” E cosi’ l’appuntamento della vita venne rinviato di quasi dieci anni. Le qualita’ di un manager? Molto precisa la risposta di Jovane: “Saper motivare i collaboratori. Riconoscere i propri errori. Avere capacita’ di ascolto.” Senza pregiudizi, ne’ partigiana, infine, la sua posizione sui rischi ai quali ci espone un abuso delle nuove tecnologie”.

Il segreto mondo di De Andre’ > Guarda la puntata del 1° febbraio 2011
E’ il sogno di tutti gli appassionati: conoscere ogni minimo dettaglio della vita e delle opere dei propri beniamini. Un sogno che non e’ facile far diventare realta’ soprattutto quando la passione e’ rivolta verso personaggi che col loro lavoro hanno creato un vasto mondo di temi, figure e suggestioni. E’ il caso di Fabrizio De Andre’, il raffinato poeta della canzone d’autore italiana.  Ancora oggi ci si interroga sui significati dei suoi testi, sull’origine di alcuni spunti prescelti, sulla scelta dei generi musicali. E sono molte le persone che si dedicano a questi interrogativi. Fra queste c’e’ Walter Pistarini, 59 anni. Egli non e’ un musicologo, ne’ uno storico. Ha lavorato tutta la vita come consulente informatico e ha coltivato la sua passione per il cantautore genovese nei ritagli di tempo, per puro diletto. Fino alla pubblicazione di un libro ponderoso, nel quale racconta i “segreti” di tante bellissime canzoni.

Bruno Bozzetto: con i cartoon parlo agli italiani >Guarda la puntata del 25 gennaio 2011
Ha fatto la storia dei cartoni animati nel nostro paese ed e’ un’autorita’ in materia anche all’estero. Ma il suo viaggio nel mondo dello spettacolo e’ iniziato nella maniera piu’ artigianale possibile: qualche disegno, un asse da stiro e l’incoraggiamento di un padre premuroso. Parola di Bruno Bozzetto che rievoca, in questo numero di Tg1 Persone, la sua lunga carriera iniziata nel 1958 col primo cortometraggio, Tapum, una curiosa storia delle armi. La preoccupazione di divertire e, nello stesso tempo, lanciare messaggi sull’ uomo e la sua vita in societa’ l’ha accompagnato costantemente. Bozzetto e’ in effetti una sorta di “sociologo delle immagini”, molto preoccupato di arrivare a tutti ma anche molto profondo e raffinato. E il suo riconoscimento maggiore, l’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1990, lo ha vinto con un cartone (Mister Tao) che e’ una specie di capolavoro ermetico.

Samantha, la prima donna astronauta in Italia >Guarda la puntata del 18 gennaio 2011
E’ entrata a far parte di un Club molto esclusivo lo scorso anno, vincendo una selezione alla quale hanno preso parte ben 8.500 persone. Il Club è quello delle donne astronaute: dal 1963 ad oggi appena qualche decina le “iscritte’. Samantha Cristoforetti è consapevole del suo privilegio ma non ha risparmiato fatica per assicurarselo. I suoi sogni da bambina l’hanno portata prima ad una laurea in ingegneria spaziale, poi al brevetto da pilota per l’Aeronautica Militare Italiana, infine ai corsi di preparazione per i viaggi nello spazio gestiti dall’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la Nasa e con l’Ente Spaziale Russo. Quando salirà su una navicella? E’ ancora presto per dirlo, l’addestramento e’ lungo e impegnativo. Ma Samantha non ha dubbi: “Aspetterò tutto il tempo necessario. E’ la vita che amo, quella che ho scelto.”

Ricerca: non sempre l’Eldorado  è all’estero > Guarda la puntata dell’11 gennaio 2011
Come si fa a tornare in Italia se si e’ ricercatori e si e’ stati all’estero per qualche anno? Non e’ un’impresa facile, tuttavia neanche impossibile. Prendete il caso di Michelangelo Campanella, un farmacologo molecolare che negli ultimi sei anni ha lavorato presso l’University College di Londra dove si era recato dopo la laurea, conseguita a Ferrara. Pochi mesi fa ha inviato il proprio curriculum alla Commissione Internazionale designata dalla Fondazione Ebri – Rita Levi Montalcini per selezionare il personale di un nuovo Laboratorio di ricerche sulle malattie neurodegenerative (Alzheimer e Parkinson). Ebbene, Campanella ha superato la selezione, oggi dirige quel Laboratorio e percepira’ per il suo lavoro uno stipendio doppio rispetto a quelli corrisposti nelle nostre Universita’. Non a tutti va cosi’ bene come racconta l’altra storia di questo numero di Tg1 Persone, la storia del geologo Andrea Taramelli. E’ evidente tuttavia che qualcosa si sta muovendo nell’annosa questione dei cervelli in fuga: non sempre l’Eldorado della ricerca e’ negli Stati Uniti, in Germania o in Inghilterra.

Tre pianisti per il premio che vale un Oscar > Guarda la puntata del 04 gennaio 2011    Yulianna Avdeeva vive a Monaco ma è nata in Russia 24 anni orsono. Fino a qualche mese fa era una pianista piena di speranze, oggi l’agenda dei suoi concerti prevede tappe nelle più importanti città del mondo. Merito del Premio Chopin vinto a Varsavia nell’anno delle celebrazioni per il Bicentenario del grande compositore polacco. A Tg1 Persone Yulianna racconta le emozioni provate durante la competizione, una sorta di Oscar del pianoforte, e le sue convinzioni sul ruolo delle donne nel mondo della musica classica. Sono molte le strumentiste che suonano nelle orchestre, infatti, ma poche le soliste di successo. Per trovare un’altra donna nell’albo d’oro del Premio bisogna risalire al 1965, l’anno in cui si affermò l’argentina Martha Argerich. E c’e’  un solo italiano che può raccontare di aver partecipato e vinto: è Maurizio Pollini, Premio Chopin 1960. “Ero emozionatissimo -dice il maestro- e ricordo di aver suonato in una condizione psicologica molto particolare. Ero quasi in trance.”

Roberta Gambarini: mi considero un’ “ugola in fuga” > Guarda la puntata del 28 dicembre 2010
Roberta Gambarini e’ torinese, da sempre appassionata di musica afroamericana, canta da quando aveva 17 anni. I primi passi li ha mossi nei jazz club del Nord Italia ma, dopo molti tentativi di veder riconosciuto il proprio talento, ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti. Prima il Conservatorio di Boston, poi l’affermazione al Concorso vocale dedicato a Thelonius Monk, quindi i concerti al fianco di alcuni mostri sacri del jazz: il sogno si e’ tramutato in realta’. Il mondo diventa il suo palcoscenico, arrivano le nomination ai Grammy Awards, le riviste specializzate la segnalano come la migliore voce femminile del 2010. Il successo fa dimenticare le incomprensioni degli inizi ma resta qualche rammarico: “Sopratutto quando tornavo in Italia i primi tempi -dice Roberta Gambarini- mi sentivo in una situazione surreale, quasi ospite in casa mia. Ma non ho mai smesso di considerare straordinariamente affascinante il mio Paese!”

Da Verano Brianza allo spazio: il sogno di Nespoli
> Guarda la puntata del 21 dicembre 2010
Il sogno di Paolo Nespoli risale all’infanzia. Ai tempi in cui, bambino, amava salire su un grande albero nel giardino di casa per vedere le cose da una diversa prospettiva. Alla fine, dall’alto, ha visto il Pianeta Terra, ammirandolo dagli oblo’ delle navicelle spaziali. Tutto nasce a Verano Brianza, un piccolo comune della Lombardia, dove tuttora vivono i suoi familiari, che in quei giorni vivono nella costante attesa di notizie: il 14 dicembre infatti una Soyuz si e’ levata nel cielo di Bajkonur, in Kazakistan, portando Paolo verso la Stazione Spaziale Internazionale. Alla sorella e alla madre dell’astronauta Tg1 Persone ha chiesto di raccontare quando e come il loro congiunto ha trasformato in realta’ il suo sogno, dopo anni di sacrifici e di attese. “Sono molto orgogliosa di mio figlio -dice Maria Nespoli- anche perche’ ha raggiunto i suoi obiettivi facendo tutto da solo, senza alcun appoggio.”

Roberto Bolle: Fu Nureyev a capire il mio talento > Guarda la puntata del 14 dicembre 2010
A soli trentacinque anni Roberto Bolle ha avuto tutto dalla vita: una sfolgorante carriera nel mondo della danza, una fama che promette di diventare sempre piu’ planetaria, l’opportunita’ di conoscere i grandi della Terra. Oggi e’ il primo ballerino della Scala di Milano e l’ospite principale dell’American Ballet Theatre ma non molto tempo fa era solo un timido ragazzino di Casale Monferrato con una spiccata passione per il ballo. Fu l’incontro con Rudolph Nurejev a fargli comprendere definitivamente che la danza sarebbe stata la sua vita: aveva quindici anni, da poco era stato ammesso alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano. A Tg1 Persone Bolle racconta le emozioni provocate da quell’incontro e quali sono state le tappe successive della sua vita professionale. “Ero confuso” dice. “Ma il grande Rudy fu generoso di suggerimenti e mi propose di danzare con lui. Il mio sogno comincio’ a realizzarsi proprio in quel momento.”

L’Italia “capovolta” di Gianfranco Jannuzzo > Guarda la puntata del 7 dicembre 2010
E’ stato allievo di Gigi Proietti ed ha imparato come si conquista la simpatia del pubblico da Gino Bramieri. Si sente devoto alla causa di far ridere, ma spesso e’ sul palcoscenico anche per onorare i grandi del teatro, come Luigi Pirandello. Parliamo di Gianfranco Jannuzzo, originale figura di attore siciliano. Un “galantuomo” della scena comica, mai volgare ne’ banale, che si e’ molto dedicato al racconto delle contraddizioni del nostro paese, talvolta grottesche e paradossali. Tg1 Persone gli ha chiesto come vede i difetti e le manie dell’Italia di oggi e il suo racconto strappa risate di cuore. Ma l’esortazione finale e’ saggia: “Noi italiani siamo unici proprio perche’ molto diversi gli uni dagli altri. Sarebbe sbagliato perdere questa meravigliosa originalita’.

Gli spazzacamini e Iqbal, “eroi bambini” > Guarda la puntata del 30 novembre 2010
Per gli spettatori di oggi e’ piuttosto scontato che il cinema si occupi di soprusi e di ingiustizie sociali. Non doveva essere cosi’ agli inizi del Novecento, quando l’arte inventata dai fratelli Lumiere muoveva i primi passi. Desta dunque molta sorpresa che nel 1914 un regista italiano, Umberto Paradisi, raccontasse con la cinepresa una storia che ruotava intorno ad una piaga sociale dell’epoca: l’impiego dei bambini nella pulizia dei camini, lavoro duro e pericoloso. “Gli spazzacamini della Val d’Aosta”, questo e’ il titolo del film dimenticato, torna ora a vivere, dopo un meticoloso restauro voluto dalla Fondazione Cineteca di Milano e dal Museo del cinema di Torino. Si tratta di una pellicola bella e interessante, mai vista prima d’ora in tv; bella e interessante almeno quanto “Iqbal”, del 1998. Piu’ di ottant’anni dopo e’ toccato a Cinzia Th Torrini misurarsi con un tema simile: lo sfruttamento dei bambini nella tessitura dei tappeti orientali. A Tg1 Persone la regista racconta i giorni della lavorazione del film e la difficile scelta dei due protagonisti che hanno offerto i loro volti al protagonista: Iqbal aveva 12 anni quando divenne la personalita’ simbolo della lotta contro il lavoro minorile. Venne ucciso per questo. Una storia vera.

Lorin Maazel: l’Italia mi ha dato tutto > Guarda la puntata del 23 novembre 2010
Ci sono pochi musicisti che possono vantare lo straordinario passato di Lorin Maazel. Violinista a 5 anni, per la prima volta sul podio a 7, questo enfant prodige nato in Francia da genitori statunitensi puo’ perfino citare Arturo Toscanini come testimone del suo genio. Nel 1942, quando Maazel aveva 11 anni, fu il celebre direttore d’orchestra italiano a lanciarlo nel mondo della grande musica con l’offerta di dirigere la NBC Orchestra. Si racconta che Toscanini, impressionato dal giovanissimo suo collega, lo incoraggio’ con la classica benedizione anglosassone: “God bless you!” (“Dio ti benedica!”). Vennero poi gli studi nel nostro paese e le molte collaborazioni con le Istituzioni musicali italiane che fanno dire oggi a Maazel, uno dei piu’ grandi direttori d’orchestra viventi: “Con l’ Italia ho un enorme debito di riconoscenza!” Ma nell’intervista a Tg1 Persone emergono anche altri volti dell’ex enfant prodige: quello privato ad esempio, segnato da tre matrimoni e ben sette figli, nessuno dei quali ha scelto di fare il musicista.

Pietro Coletta, lo scultore “utopista” > Guarda la puntata del 16 novembre 2010
A Milano Pietro Coletta e’ conosciuto non solo per le sue sculture ma anche per la curiosa abitudine di percorrere la citta’ in vesti che ricordano Leonardo da Vinci. Ha vissuto tutta l’esistenza nel mito del grande genio del Rinascimento e testimonia anche con tabarro e copricapo di foggia antica la sua incontenibile passione. Ma il vezzo del travestimento non dice tutto di questo artista di umili origini meridionali, giunto nel capoluogo lombardo nel 1967. C’e’ l’ostinata ricerca di una propria via nel difficile ambiente artistico, c’e’ il rifiuto delle piu’ bieche logiche mercantili, c’e’ l’incontro con le filosofie e le religioni orientali che lo spingono ad approdi coraggiosamente spirituali. Il successo di un artista? “Conoscere se stesso” dice. “Capire le proprie fragilita’ e gli entusiasmi e -se c’e’- il desiderio di utopia.”

Franco Dragone, da Cairano al Cirque du Soleil > Guarda la puntata del 9 novembre 2010
Torna almeno una volta all’anno a Cairano, in provincia di Avellino, Franco Dragone. E lo fa perche’ il suo luogo d’origine resta ancora oggi fonte d’ ispirazione per il lavoro. Eppure, in quel piccolo comune campano e in Italia, il regista che ha portato al successo mondiale il Cirque du Soleil, e’ stato pochi anni. Esattamente sei. Il destino aveva in serbo per lui l’emigrazione, il Belgio, il lavoro del padre in una miniera. Ed era prevediibile, quasi scontato, che pur impegnandosi non sarebbe andato al di la’ del traguardo di un lavoro manuale o impiegatizio. Invece e’ stato il teatro la sua vita e la condizione di emigrato non ha potuto molto contro l’entusiasmo, la passione, la voglia di riuscire. Dragone e’ oggi uno dei registi piu’ richiesti nel mondo per i mega-eventi, dopo aver contribuito a inventare un genere: il circo-teatro. Un genere nel quale ha riversato tutte le voci del vocabolario dell’emigrazione: la nostalgia, il desiderio del ritorno, la voglia di un posto dove sentirsi a casa.

Rino Gaetano, il mio “unico” fratello > Guarda la puntata del 2 novembre 2010
 Rino Gaetano, una delle figure piu’ originali della musica leggera italiana, avrebbe compiuto il 29 ottobre scorso sessant’anni. Di certo con molto beneficio per l’intelligenza del mondo della canzone. Purtroppo l’autore de “Il cielo e’ sempre piu’ blu”, di “Mio fratello e’ figlio unico”, di “Aida” e di tante altre bellissime composizioni ci ha lasciati a soli 31 anni nel 1981 per un tragico indicente stradale, proprio mentre il successo non era piu’ un sogno ma una palpabile realta’. Da allora l’interesse per la sua storia e la sua musica non e’ praticamente mai venuto meno e proprio negli ultimi anni Rino Gaetano e’ diventato un indiscusso patrimonio anche per le nuove generazioni. La sorella Anna racconta a Tg1 Persone la parabola del fratello, dai primi entusiasmi per la musica all’affermazione nel Festival di Sanremo del 1978 e ai tanti successivi riconoscimenti. Mio fratello -dice- si era dato un compito difficile: far riflettere divertendo. Ci e’ pienamente riuscito. E i suoi testi, da qualcuno considerati “privi di senso”, sono oggi piu’ chari di ieri. Lui -conclude- era avanti rispetto a noi tutti. Anticipava i tempi.

Lang Lang: il mondo e’ una tastiera > Guarda la puntata del 26 ottobre 2010 
C’e’ una leggenda che accompagna la storia di Lang Lang, il pianista cinese che entusiasma il pubblico e fa storcere il naso ai puristi della musica classica. Si vuole che sia stato un cartone animato della serie Tom & Jerry a far divampare in lui, all’eta’ di due anni, la passione per il pianoforte. Dopo quell’episodio la vita di Lang Lang rispetta tutti i passaggi che si trovano descritti nelle biografie degli enfant prodige. Il primo concerto in pubblico a 5 anni. L’ammissione al Conservatorio di Pechino a 9. Il trasferimento negli Stati Uniti. Le prime collaborazioni con i grandi direttori d’orchestra. Lang Lang tuttavia e’ anche un fenomeno di tipo nuovo nel mondo ancora paludato della musica classica. Gira il pianeta accompagnato dalle sigle dei suoi sponsor. Ha atteggiamenti da divo rock. Tormenta la tastiera, si infiamma, si dondola generosamente durante i concerti. La sua immagine, insomma, smentisce quella tradizionale del pianista meditabondo e impenetrabile. Di un certo interesse dunque sentire dalla sua viva voce il perche’ di simili scelte e a Tg1 Persone Lang Lang si confessa senza reticenze.

Lanterne magiche addio > Guarda la punata del 19 ottobre 2010
Laura Minici Zotti e’ una distinta e riservata signora che vive a Padova. Per quarant’anni si e’ dedicata all’antica arte delle “lanterne magiche”, quegli strumenti ottici che gia’ nel Seicento consentivano proiezioni di immagini apparentemente in movimento. Pochi giorni fa, con uno spettacolo ospitato dal Festival del Cinema Muto di Pordenone, la Zotti ha detto definitivamente addio alla sua attivita’. Chiude dunque i battenti la “bottega” dell’ultima lanternista attiva nel nostro paese. Tg1 Persone ospita il racconto della sua lunga avventura: era poco piu’ che una ragazza quando trovo’ nella soffitta di casa una polverosa lanterna, per miracolo ancora funzionante. Completa la Rubrica una rapida sintesi dei passaggi che portarono dalle proiezioni “magiche” di Sei e Settecento al brevetto cinematografico dei fratelli Lumiere.

Caravaggio, magnifica ossessione >Guarda la puntata del 12 ottobre 2010 
Pochi pittori hanno eguagliato la fama di Michelangelo Merisi da Caravaggio, geniale innovatore dell’ arte e uomo assai tormentato. E sono decine in tutto il mondo gli studiosi che a lui consacrano le proprie ricerche, rese difficili da fonti rare e spesso contraddittorie. Non c’è solo da capire meglio il contributo che Caravaggio ha dato all’arte occidentale, non c’è solo da risolvere gli interrogativi sull’ attribuzione di molte tele, ci sono anche gli enigmi della sua vita e della morte da sciogliere. Maurizio Marini, romano, autore di una monumentale monografia sul pittore lombardo, è considerato uno dei suoi conoscitori più attenti e qualificati. Si può dire che ha dedicato la vita all’artista. Ai microfoni di Tg1 Persone lo studioso racconta la sua passione, nata addirittura quando da bambino sfogliava i bollettini parrocchiali illustrati con immagini d’arte.

Mister Jingle > Guarda la punata del 5 ottobre 2010
Franco Godi è molto conosciuto nel mondo dello show business ma decisamente poco noto al grande pubblico. Eppure ai gusti e alle sensibilità degli italiani ha dedicato, praticamente, tutta la vita. Una vita da musicista e da esperto di comunicazione pubblicitaria. In questo campo ha sviluppato una tale bravur ed esperienza da meritarsi il curioso nomignolo di Mister Jingle. Alcuni fra i più famosi ritornelli della pubblicità filmata italiana, da Carosello in poi, recano infatti la sua firma. Nell’intervista a Tg1 Persone Godi racconta come è nata la sua passione per le musiche da spot, quali sono le logiche che regolano i rapporti fra creativi, pubblicitari e manager d’azienda e, perfino, il personale rimpianto di non aver potuto frequentare da ragazzo un Conservatorio.

Il robot-bambino > Guarda la puntata del 28 settembre 2010
I-CUB cresce di giorno in giorno. Ha imparato a dialogare con i suoi interlocutori, a seguirne i movimenti con gli occhi, a toccare oggetti che può anche spostare. E presto sarà dotato di una pelle. Una pelle artificiale, naturalmente, messa a punto dai laboratori dell’ Istituto Italiano di Tecnologia, a Genova. Qui lavorano gli studiosi di robotica che stanno sviluppando il brevetto del robot bambino. Un robot che un giorno potrebbe diventare aiutante di casa, chirurgo, assistente di persone disabili, perfino collaboratore speciale in azioni pericolose. Ma come si arriva a progettare una simile macchina?  Perchè è stata scelta la strada della ricerca sui robot di tipo umanoide? E quanto la finzione cinematografica influenza i progettisti? A queste e ad altre domande risponde la prima puntata del nuovo ciclo di Tg1 Persone.